Come funziona un esame audiometrico: cosa succede davvero in cabina
L'idea di "fare un esame" mette soggezione a molte persone, e spesso è il motivo per cui si rimanda. Vale la pena smontare subito il timore: l'esame audiometrico è indolore, non invasivo, dura una mezz'ora scarsa e consiste essenzialmente nell'ascoltare dei suoni e dire quando li senti.
Ecco cosa succede, passo per passo.
Prima: l'anamnesi
Si comincia parlando. Non è una formalità: è la parte che orienta tutto il resto. Ti verranno chieste cose come da quanto tempo hai la sensazione di sentire meno, se è successo gradualmente o all'improvviso, se un orecchio è peggiore dell'altro, se hai ronzii o fischi, se hai lavorato in ambienti rumorosi, se in famiglia ci sono casi di ipoacusia, se assumi farmaci.
Un consiglio: prepara un paio di esempi concreti. "Al ristorante non seguo più" dice molto più di "sento meno".
L'otoscopia
Un piccolo strumento con una luce permette di guardare dentro il condotto uditivo fino al timpano. Serve a escludere subito le cause banali e reversibili: un tappo di cerume, un'infiammazione, un corpo estraneo. Capita più spesso di quanto si pensi che la "perdita di udito" si risolva qui.
L'audiometria tonale
È il cuore dell'esame. Ti siedi in una cabina insonorizzata con delle cuffie e ricevi dei suoni puri a frequenze diverse — dai gravi, intorno ai 250 Hz, agli acuti, fino a 8.000 Hz — a intensità decrescente. Ogni volta che percepisci il suono, anche appena appena, premi un pulsante o alzi la mano.
Non è un test da superare: l'obiettivo è trovare la soglia , cioè il punto in cui il suono è appena percepibile. Se hai il dubbio di aver sentito qualcosa, segnalalo comunque.
Via aerea e via ossea
La prova viene ripetuta con un piccolo vibratore appoggiato dietro l'orecchio, che trasmette il suono direttamente alla coclea attraverso l'osso. Confrontando i due risultati si capisce dove si trova il problema:
- Se via aerea e via ossea sono entrambe ridotte allo stesso modo, la perdita è neurosensoriale (orecchio interno o nervo).
- Se la via ossea è normale ma quella aerea no, la perdita è trasmissiva (orecchio esterno o medio), e spesso è trattabile dal medico.
- Se entrambe sono ridotte ma in misura diversa, si parla di perdita mista .
L'audiometria vocale
Qui non ascolti più suoni ma parole, e devi ripeterle. È il test che spesso sorprende di più, perché misura una cosa diversa: non quanto senti , ma quanto capisci. Molte persone scoprono di avere soglie tonali discrete e una comprensione verbale nettamente inferiore. È esattamente la sensazione che descrivevano da anni: "li sento parlare ma non capisco cosa dicono".
Come si legge l'audiogramma
Il risultato è un grafico. Sull'asse orizzontale ci sono le frequenze, dai gravi a sinistra agli acuti a destra. Sull'asse verticale l'intensità in decibel, con lo zero in alto: più i simboli scendono, peggio si sente . Le O rosse indicano l'orecchio destro, le X blu il sinistro.
| Soglia media | Grado | Cosa comporta in pratica |
|---|---|---|
| fino a 20 dB | Normale | Nessuna difficoltà rilevante |
| 21-40 dB | Lieve | Fatica con voci sussurrate e nel rumore |
| 41-60 dB | Moderata | Difficoltà nella conversazione normale |
| 61-80 dB | Severa | Si sente solo la voce alta e ravvicinata |
| oltre 80 dB | Profonda | La comunicazione verbale è molto compromessa |
La forma della curva conta quanto i numeri. La discesa tipica dell'età scende sulla destra: gravi conservati, acuti compromessi. Un avvallamento intorno ai 4.000 Hz è invece la firma classica di un danno da rumore.
Un numero non è un verdetto
Due persone con lo stesso audiogramma possono avere vite completamente diverse. Chi passa le giornate in riunione e chi vive tranquillo in campagna hanno bisogni differenti. Per questo il colloquio iniziale pesa quanto il grafico.
E dopo?
Se l'esame è nella norma, hai un dato di riferimento e un dubbio in meno. Conserva la stampa: fra qualche anno servirà per capire se e quanto le cose sono cambiate.
Se emerge una perdita, il passo successivo dipende dal tipo. Le forme trasmissive vanno inviate a un otorinolaringoiatra, perché spesso si risolvono con una terapia medica o chirurgica. Le forme neurosensoriali si affrontano in genere con la protesizzazione acustica, ma anche qui una visita specialistica è sempre indicata prima di procedere — soprattutto se la perdita è comparsa rapidamente o riguarda un orecchio solo.
Come prepararsi
- Evita ambienti molto rumorosi nelle 12-16 ore precedenti: una serata in discoteca falsa i risultati.
- Porta un elenco dei farmaci che assumi.
- Se hai esami audiometrici precedenti, portali: il confronto vale più di un singolo dato.
- Fatti accompagnare da chi vive con te: la sua descrizione delle tue difficoltà è spesso più accurata della tua.
L’esame audiometrico è a pagamento?
Nei centri acustici il test dell’udito è in genere gratuito e senza impegno. L’esame eseguito in ambito ospedaliero o specialistico segue invece le regole del ticket.
Quanto dura?
Tra i venti e i quaranta minuti, colloquio iniziale e spiegazione dei risultati compresi.
Posso farlo se ho il raffreddore?
Meglio di no. Un’infiammazione delle vie aeree può alterare temporaneamente i risultati, soprattutto sulla componente trasmissiva. Rimanda di una settimana.
Ogni quanto va ripetuto?
Se il risultato è normale, ogni due anni dopo i 55 è ragionevole. Se c’è già una perdita nota o usi apparecchi, il controllo è in genere annuale.
Il test dell’udito online sostituisce l’esame?
No. Un test online può dare un’indicazione di massima, ma dipende dalle cuffie e dall’ambiente in cui lo fai. Non produce un audiogramma utilizzabile.
Vuoi togliermi il dubbio?
Il test dell’udito da Audio-Med è gratuito, dura circa 30 minuti e non impegna a nulla. Anche a domicilio.
Prenota il test gratuitoLe informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere di un medico. Per una diagnosi rivolgiti a un otorinolaringoiatra; per la scelta e l’adattamento di un apparecchio acustico, a un audioprotesista abilitato.











